Soluzione
Domanda 1. Va bene
f(x,y)=xy, poiché
∂f/∂x=y e
∂f/∂y=x. Domanda 2. Per una curva parametrizzata da
t↦(x(t),y(t)),
∫γω1=∫[y(t)x′(t)+x(t)y′(t)]dt.
Il cammino γ1 è l'unione di due segmenti. Sul primo, x(t)=t e y(t)=0, con t∈[0,1]; quindi dx=dt e dy=0. Sul secondo, x(t)=1 e y(t)=t, sempre con t∈[0,1]; quindi dx=0 e dy=dt. Pertanto,
I1=∫γ1ω1=∫01(0×1+t×0)dt+∫01(t×0+1×1)dt=0+∫01dt=1.
Per γ2, il primo segmento è parametrizzato da x(t)=0, y(t)=t, e il secondo da x(t)=t, y(t)=1, con t∈[0,1] in entrambi i casi. Si ottiene
I2=∫γ2ω1=∫01(t×0+0×1)dt+∫01(1×1+t×0)dt=0+∫01dt=1.
I due valori coincidono. Lo si poteva prevedere senza calcoli: poiché ω1=df con f(x,y)=xy, l'integrale dipende solo dagli estremi,
∫γω1=f(M)−f(O)=f(1,1)−f(0,0)=1.
Domanda 3. Scriviamo
ω2=A(x,y)dx+B(x,y)dy. Qui
A(x,y)=y e
B(x,y)=0. Se la forma fosse esatta, il criterio di Schwarz darebbe
∂y∂A=∂x∂B.
Ma ∂A/∂y=1, mentre ∂B/∂x=0. Le derivate incrociate sono diverse: ω2 non è dunque esatta. Il suo integrale può dipendere dal cammino seguito tra O e M, come verifica il calcolo seguente.
Domanda 4. Poiché
ω2=ydx, solo una variazione di
x effettuata a un valore non nullo di
y può contribuire all'integrale. Riprendendo le parametrizzazioni precedenti, su
γ1 si trova
J1=∫γ1ω2=∫010×1dt+∫01t×0dt=0.
Su γ2, il primo segmento soddisfa x(t)=0, dunque dx=0; sul secondo, x(t)=t, y(t)=1 e dx=dt. Quindi
J2=∫γ2ω2=∫01t×0dt+∫011×1dt=1.
Infine, il segmento diagonale γ3 è parametrizzato esplicitamente da
x(t)=t,y(t)=t,t∈[0,1],
da cui dx=dt e dy=dt. Ne segue
J3=∫γ3ω2=∫01y(t)x′(t)dt=∫01tdt=21.
I tre cammini hanno gli stessi estremi, ma danno tre valori diversi: J1=0, J2=1 e J3=1/2. È precisamente la dipendenza dal cammino caratteristica di una forma differenziale non esatta.